In quest’ultimo periodo di pontificato, papa Leone XIV ha dedicato un ciclo di catechesi ai ‘Documenti del Concilio Vaticano II’, incentrando la sua meditazione – in un mercoledì di fine gennaio – sul seguente tema: “Costituzione dogmatica Dei Verbum. Gesù Cristo rivelatore del Padre”. La Costituzione dogmatica Dei Verbum – in italiano ‘Parola di Dio’ – è stata uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II e trattò della Divina Rivelazione e della Sacra Scrittura. Essa fu promulgata il 18 novembre 1965 da papa Paolo VI, oggi Santo, a seguito dell’approvazione dei vescovi riuniti in assemblea, con 2.344 voti favorevoli e 6 contrari. Il passaggio della catechesi di papa Leone che mi ha richiamato il Carisma del Movimento dei Cursillos è stato il seguente: “Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità. Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. È ciò che è accaduto in Gesù Cristo”. È meraviglioso constatare, da questa spiegazione e parafrasando San Paolo, come la Verità è una, uno è lo Spirito e una è la fede, che trova nella Chiesa declinazioni diverse dalle varie anime che la compongono – di cui una è il Cursillo – come membra diverse di un unico corpo di cui Cristo è il capo.

Il Papa spiega che noi conosciamo Dio Padre mediante Cristo e questa conoscenza non è astratta e mentale ma è di tipo relazionale, perché avviene mediante un incontro in amicizia, per iniziativa di Cristo stesso, che vuole fare comunione con noi. Ed è esattamente ciò che accade nell’esperienza dei tre giorni del Cursillo: Cristo vuole incontrare i nuovi fratelli che hanno accettato l’invito e si serve dei camerieri per organizzare questo incontro, in cui Lui rivelerà il volto del Padre che ci ama, facendo comunione nella relazione. Il Papa aggiunge che in questo incontro personale Gesù viene a donare Dio stesso: “Grazie a Gesù conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti. Infatti, in Cristo, Dio ci ha comunicato se stesso e, allo stesso tempo, ci ha manifestato la nostra vera identità di figli, creati a immagine del Verbo”. E anche per questo passaggio come non pensare a ciò che accade, esattamente allo stesso modo, nei tre giorni del Cursillo? Dopo la prima sera, in cui siamo invitati a rivedere il film della nostra vita, facciamo l’esperienza della conoscenza profonda di noi stessi e, successivamente, di Dio, per azione della Grazia che ci procura l’incontro con Cristo mediante il ‘banchetto’ imbastito dai fratelli cursillisti, che proprio per questo si chiamano camerieri.

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