La Storia
Intervista
Eduardo compie 90 e tracciare un profilo della sua persona e della sua personalità credo sia un’impresa quasi impossibile per chiunque. Il fondatore dei Cursillos sfugge ad ogni classificazione o inquadramento, basti pensare solo alla sua vita alle sue peripezie, al suo nascondimento, alla sua “poca visibilità” nelle alte sfere della Chiesa. Oggi quasi tutti i fondatori dei movimenti delle nuove comunità cristiane sono molto “visibili”, attorno ad essi si crea spesso un aurea di religioso rispetto, di venerazione, si esaltazione da parte dei seguaci. Per Eduardo è l’esatto contrario, pur avendo dato vita ad un movimento che secondo alcuni oggi conta parecchi milioni di aderenti, rimane sempre uno dei tanti , un uomo discreto, che conduce una vita quasi spartana, senza pretese se non quella di essere un “apprendista cristiano” e questo per molti semplici cursillisti e non, può apparire quasi scioccante.
In occasione del suo compleanno avevo intenzione di fare ad Eduardo una piccola intervista da pubblicare nella Rivista … ma sono stato preceduto dal giornalista Gabriel Sabrafin che ha fatto e pubblicato il 18 febbraio 2007 su Domenical questa intervista che io vi ripropongo perché sintetizza ciò che Eduardo è e vuole restare : un uomo, uno come noi.
Cosa è stata la tua vita ?
Sto per compiere 90 anni e sono contento di essere vecchio. Ho ancora un mucchio di progetti, voglio rendere pubblico quanto ho fatto nella mia vita. Grazie a Dio la mia salute è buona se tralasciamo l’erpes che mi è comparso il 23 gennaio di alcuni anni fa e purtroppo non scompare. Per questo ho istituzionalizzato la data e la celebro con una cena con gli amici.
Per una occasione così speciale speravo di incontrare persone molto importanti.
E Perché ? Io non sono a capo di nessuna multinazionale e la nostra organizzazione non ha nessuna struttura amministrativa. Personalmente con possiedo un centesimo.
Comunque hai viaggiato per il mondo intiero.
Si ho visitato tutti i paesi dove c’è il Movimento dei Cursillos, ma sempre su invito e a loro spese. Diversamente non avrei potuto.
Ma quando è stato che hai messo in moto tutto questo macello ?
Fu mentre facevo il militare nella caserma Intendenza nel bel mezzo del quartiere cinese. I miei commilitoni parlavano delle loro avventure nei bordelli con tale naturalezza ed entusiasmo che, ho pensato, se veniva applicato alla spiritualità avrebbe potuto essere anche maggiore. Allora ero iscritto all’Azione Cattolica dove si viveva un cristianesimo “addormentato” , fu allora che mi sono messo in testa di “svegliarlo”.
Per i Cursillos, non avrei mai potuto immaginare un inizio così poco ortodosso.
Eppure così è stato. Ne parlai con alcuni amici e così incominciammo a consultare dei libri per trovare il modo di iniziare e come organizzare quel progetto che tra gli anni 41 e 42 prese corpo e lo presentammo alle persone “beate” come un ritiro spirituale: non di una settimana ma qualcosa di più corto ed intenso. Il primo incontro lo abbiamo vissuto in una villetta di Cala Figura ed eravamo quasi venti persone. Ebbe un successo così grande che lo abbiamo ripetuto quasi subito dopo, con un numero di
partecipanti sempre maggiore.
Io non mi fido di chi pretende di essere migliore degli altri.
Questo non è mai passato neppure lontanamente nella nostra mente. Abbiamo cercato solo di entusiasmare ed entusiasmarci al semplice fatto di essere cristiani, che poi era l’unica cosa di importante che ci interessava e, se possibile, cercare di attrarre i “lontani” ,( il verbo
conquistare non mi e mai piaciuto), quelli, cioè, che non capivano che Dio ama tutti indistintamente, anche se, qualche volta, non sembra così evidente.
Dimmi, perché si diceva che eravate come i “Mau-Mau”
Alcuni vedevano nei Cursillos una specie di società segreta e, in quel periodo, in Kenia era comparso il “Mau-Mau” un movimento oscurantista e violento con l’unica finalità dell’eliminazione fisica dei bianchi. Noi non avevamo niente di segreto, eravamo aperti a tutti
senza distinzione di classe, né pretendevamo nessun tipo di potere politico o economico. Non abbiamo mai avuto a che fare con l’Opus, né coi legionari o guerriglieri. La nostra “pretesa” era vivere la fede apertamente, in maniera gioiosa, partecipata e sincera e
questo ,in quei tempi, per alcuni era qualcosa di scioccante soprattutto per quelli che ci guardavano con una certa prevenzione.
Si era arrivati a dire che voi andavate ad aprire i tabernacoli , che sputavate le turiste vestite in modo leggero, e che la vostra canzone “DECOLORES “ avesse un significato segreto.
Si raccontavano tante altre cose che, viste oggi, risultano persino carine. La cosa certa è che il Vaticano ha ufficialmente riconosciuto i Cursillos e che questi sono arrivati in tutto il mondo e oggi persone di tutte le razze, etnie, e lingue cantano “DECOLORES” in castigliano, una canzone del folklore asturiano che trabocca di allegria, che abbiamo adottato proprio per attirare i “lontani”.
Attirare anche i non cattolici ?
Alle nostre riunioni hanno partecipato anche dei protestanti che non sono fratelli separati, ma fratelli “amati”. Siamo stati invitati da loro, abbiamo loro spiegato il metodo e, persino, consigliati.
Non capisco perché non ti sei fatto prete.
Promuovere il cristianesimo è compito di tutti non solo dei preti. Non ho mai sentito la vocazione sacerdotale e non mai avuto il tempo per pensare al matrimonio. D’altra parte non ho mai fatto o smesso di fare qualcosa per forza.
Un tuo fratello, morto da poco , era sacerdote.
Eravamo dieci fratelli di cui cinque ancora in vita. Uno è stato prete operaio, un bellissimo progetto della Chiesa che, disgraziatamente, è finito miseramente. Ferràn era una persona splendida, impegnato nel suo ministero e amato da tutti.
Sono certo che hai da raccontare un mucchio di aneddoti.
Si , e alcuni sono veramente impressionanti. Ho assistito, insieme ad Andreeu Rullaan , i due ultimi condannati a morte a Palma: morirono in grazia di Dio e se ne sono andati salutando con un “arrivederci in cielo”. Un milionario rovinato da un truffatore mi ha detto che “conoscere Cristo” gli era costata tutta la sua fortuna. Aveva intenzione di uccidere il suo truffatore, ma un amico invitandolo al Cursillos gli aveva detto “ non ti preoccupare, lo ammazzerai dopo”, e, dopo, non l’ha ammazzato.
Come vanno oggi i Cursillos?
Splendidamente radicati e con milioni di cursillisti, i più numerosi fuori dalla Spagna, dove tutti crediamo di essere buoni cattolici. Comunque, se vuoi sapere come funzionano, ti invito ogni lunedì alle 21,00 nel Vecchio Seminario dove ci riuniamo non meno di 150 persone. Ti sorprenderai.
Il Cammino di Santiago, con la sua tradizione secolare, diventa un simbolo forte. Migliaia di giovani iniziano a percorrerlo come segno di risveglio spirituale. Quel pellegrinaggio, nella sua essenzialità, suggerisce un metodo: mettere le persone nelle condizioni di fare un’esperienza che tocchi il cuore, prima ancora della mente.
In questa atmosfera di ricerca e desiderio nasce un’intuizione che cambierà la pastorale laicale nel mondo.

