Convivenza Presbiterale e Diaconale Nazionale a Genova

Animatore spirituale: la cura come stile evangelico dell’amicizia. Questo il titolo, profetico e significativo, della Convivenza Presbiterale e Diaconale Nazionale svoltasi dal 19 al 21 gennaio 2026 presso il Santuario della Madonna della Guardia di Genova.

L’editoriale di padre Luigi sul ruolo dell’animatore spirituale nel Cursillo, pubblicato nel numero precedente, ha rappresentato una cornice ideale per questo incontro. Il testo, infatti, metteva al centro il tema della cura come dimensione essenziale e cruciale del nostro essere cursillisti, fondandolo teologicamente e indicandolo come strumento concreto del Postcursillo: quel tempo di accompagnamento nel quale, troppo spesso, ci scopriamo carenti, fino al rischio di perdere lungo il cammino fratelli e sorelle che con tanta fatica abbiamo condotto a vivere l’esperienza dei “tre giorni”.

Di tutto questo hanno discusso i quasi quaranta partecipanti — sacerdoti, diaconi e alcuni laici — provenienti da tutta Italia, in due giornate intense, ricche di studio, preghiera, condivisione e gioiosa fraternità.

Il programma prevedeva la meditazione iniziale di padre Luigi Arena sull’esortazione apostolica Dilexit nos, il saluto del coordinatore del Territorio 8, Pino Graziano, la riflessione del sociologo-teologo Mario Salisci su Paternità e magistralità, seguita via Zoom da più di trecento cursillisti dalle loro case, la meditazione di don Massimo Bianchi dal titolo Col potere di cacciare i demoni, il rollo di don Dario Giustini su L’animatore spirituale si prende cura del Movimento in Ultreya, in Scuola Responsabili, nei tre giorni del Cursillo, e infine l’intervento di Carlo De Benedetti su Lievito di pace e di speranza: nuovi spazi per i laici.

L’arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, ha celebrato la Santa Messa del martedì mattina e, con un’omelia calda e profonda proprio sul tema La cura come stile evangelico dell’amicizia, ha invitato tutti a custodire l’interiorità, a coltivare la grande grazia dell’amicizia, a intercettare le domande dei giovani e ad annunciare il Vangelo con passione.

Le sue parole, maturate in una intensa esperienza pastorale, hanno toccato profondamente il cuore dei presenti, e molti dei loro echi sono poi riemersi nei momenti di condivisione.

Un pensiero di gratitudine va al rettore del Santuario, don Andrea Robotti, che ha raccontato l’affascinante storia del luogo, legata alla figura del laico Benedetto Pareto, il quale nel 1490 disse sì alle richieste della Madonna. Un grazie va anche alle sorelle genovesi che hanno curato la colazione e i momenti di pausa, a quanti si sono occupati dei trasporti per chi arrivava da lontano e a tutti coloro che hanno seguito con attenzione le tante necessità logistiche, comprese le occasioni conviviali dei pranzi e delle cene consumate nel ristorante della Guardia, con le sue specialità genovesi.

Come sempre, tutti i testi delle meditazioni saranno raccolti negli Atti e messi a disposizione di tutti, così da permettere un ulteriore approfondimento, personale o nelle Scuole Responsabili, del grande tema dell’accompagnamento.

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