Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
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Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

ULTREYA MONDIALE A FATIMA
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VITA DEL MOVIMENTO - ELEZIONI NAZIONALI
Carissimi fratelli,
siamo arrivati alla vigilia del tradizionale appuntamento con l’Assemblea Nazionale che quest’anno è chiamata ad eleggere il Coordinatore Nazionale, l’Animatore Spirituale Nazionale ed i membri del Consiglio Nazionale. L’Assemblea Nazionale non può essere sottovalutata o disertata, non solo perché siamo chiamati a scegliere i Responsabili per il prossimo triennio, ma anche per continuare ad offrire un servizio concreto ai fratelli che ci hanno scelti  come loro Responsabili nelle singole Diocesi, nei Territori e nel Coordinamento Nazionale.
L’ASSEMBLEA NAZIONALE è chiamata in prima convocazione alle ore 8,00 del 9 giugno 2017 ed in seconda convocazione dalle ore 11,00 del 9 Giugno 2017,
presso l’Istituto IL CARMELO (conosciuto come SASSONE) tel. 0621127041
Via Doganale 1 - Ciampino (Roma).
Mail: www.ilcarmelo.net
I lavori si protrarranno, come da programma allegato, fino alle 12,30 del giorno successivo (10 giugno 2017)

I PENSIERI DI EDUARDO
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LE NOSTRE BACHECHE

Carissimi,

desidero proporvi  l’invito che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi in occasione dell’apertura dell’Assemblea Cei per l’elezione del nuovo Presidente (22 maggio 2017) :

 

“Apriamo il cuore al bussare dell’eterno Pellegrino”, “Facciamolo entrare, ceniamo con lui. Ripartiremo per arrivare in ogni dove con un annuncio di giustizia, fraternità e pace”. “Il Signore non punta mai a deprimerci, per cui non attardiamoci sui rimproveri, che nascono comunque dall’amore e all’amore conducono”, “Lasciamoci scuotere, purificare e consolare”. “Ci è chiesta audacia per evitare di abituarci a situazioni che tanto sono radicate da sembrare normali o insormontabili”.

La tesi di Francesco: “La profezia non esige strappi, ma scelte coraggiose, che sono proprie di una vera comunità ecclesiale: portano a lasciarsi ‘disturbare’ dagli eventi e dalle persone e a calarsi nelle situazioni umane, animati dallo spirito risanante delle Beatitudini”. “Su questa via – ha aggiunto – sapremo rimodellare le forme del nostro annuncio, che si irradia innanzitutto con la carità.

Muoviamoci con la fiducia di chi sa che anche questo tempo è un kairos, un tempo di grazia abitato dallo Spirito del Risorto: a noi spetta la responsabilità di riconoscerlo, accoglierlo e assecondarlo con docilità”.

Vi auguro che queste giornate siano attraversate dal confronto aperto, umile e franco. Non temete i momenti di contrasto: affidatevi allo Spirito, che apre alla diversità e riconcilia  nella carità fraterna”.

“Andate incontro a ogni persona con la premura e la compassione del padre misericordioso, con animo forte e generoso”.

La consegna di Francesco: “Siate attenti a percepire come vostro il bene e il male dell’altro, capaci di offrire con gratuità e tenerezza la stessa vita. Sia questa la vostra vocazione; perché … solo l’amore fa agire le membra della Chiesa: se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue …”.

Infine, il grazie al cardinale Bagnasco per i dieci anni di presidenza della Conferenza episcopale italiana: “Grazie per il suo servizio umile e condiviso, non privo di sacrificio personale, in un momento di non facile transizione della Chiesa e del Paese. …

 

“Chiediamo la grazia di saper ascoltare ciò che lo Spirito oggi dice alle Chiese, accogliamone il messaggio profetico per comprendere cosa vuole curare in noi”.

L’invito del Papa. “Come la Chiesa di Efeso, forse a volte anche noi abbiamo abbandonato l’amore, la freschezza e l’entusiasmo di un tempo”: “Torniamo alle origini, alla grazia fondante degli inizi; lasciamoci guardare da Gesù Cristo”.

“Questa nostra assemblea qui radunata non brilli d’altra luce se non di Cristo, che è la luce del mondo; i nostri animi non cerchino altra verità se non la parola del Signore, che è il nostro unico maestro; non preoccupiamoci d’altro se non di obbedire ai suoi precetti con una sottomissione fedele in tutto; non ci sostenga altra fiducia se non quella che corrobora la nostra flebile debolezza, perché si fonda sulle sue parole: ‘Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'”.

 

A me sembra che questa esortazione si possa estendere anche a tutti noi coinvolti per l’ormai imminente  assemblea elettiva del Cursillo.

 

Bacheca del Coordinatore nazionale
SITI DIOCESANI


Da discepoli viviamo con Gesù gli ultimi giorni della sua vita terrena.


Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli.

Durante l’ultima Cena ha mostrato l’amore infinito che aveva per loro istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima.

Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Ha fatto percepire il suo amore lavando

i piedi ai dodici e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto.

Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Nella sua Chiesa quelli che sono chiamati a guidare dovranno in realtà essere al servizio degli altri; perché il dovere di ogni credente è di non cercare l’apparenza, ma i valori interiori, di non preoccuparsi del giudizio degli uomini, ma di quello di Dio. Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti.

Al termine della lavanda dei piedi ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14). La Cena si ripete nei secoli: ha investito gli apostoli e i loro

successori del potere e del dovere di ripetere la Cena, “fate questo in memoria di me”.

Ancora oggi il comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.

Qual è il nostro, il mio, comportamento nei confronti di Cristo?

Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore e ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al Suo

petto e di sentire i battiti del Suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al Suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Accanto al fonte della vita nuova, la Pasqua ci consegna anche il catino d'acqua sporca della lavanda che nessuno ancora ha tolto dalla tavola curandosi di svuotarlo.

Dopo la morte in croce i discepoli intimoriti, tornando al cenacolo, si sono abbracciati attorno a questa icona del servizio lasciandola lì nel bel mezzo delle loro incerte discussioni.

Il catino con l'acqua sporca ci invita chiaramente a metterci scomodi prendendoci cura degli altri senza indugiare al "tavolo delle lunghe discussioni", senza intrattenerci in quei festeggiamenti dello "stiamo bene tra noi" che odorano di tradimento.

Quel catino è la scioltezza e l'equilibrio di mani allenate ad accarezzare. Esso ci racconta di poche parole e di tanti piccoli gesti precisi e geniali... insomma un bene fatto bene senza le lentezze e gli appesantimenti delle abitudini. Quel catino è il coraggio di smascherare la propria bellezza.

Sotto la crosta polverosa della sporcizia Gesù ha ridato vigore e candore ai piedi dei suoi messaggeri. Ha confermato ad uno ad uno i suoi, lavandone i piedi.

La paura di sbagliare non è l'ultima parola, perché ciò che dà bellezza è il perdono e l'accoglienza.

Spesso i fratelli che crescono accanto a noi mettono a fuoco domande, slanci, dubbi, provocazioni... forse ci invitano ad essere una comunità di discepoli che va per il mondo col catino in mano.

Auguri allora a ciascuno di voi, a ognuno di noi perché l’esperienza che vivremo accanto a Gesù in questa settimana santa ci converta radicalmente, ci trasformi profondamente per essere come il

Maestro-Modello servitori dei fratelli in ogni momento e ad ogni livello.

Buona Pasqua!

Don Giuseppe

(T.A.Ursini, T.Bello, G.Alemanno)

Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
LINK A SITI CATTOLICI
CARISMA FONDAZIONALE
UN PENSIERO DI EDUARDO


         Oggi, per essere buoni, bisogna aver dato soldi per le vittime di catastrofi, o esserti preoccupato del debito esterno di qualche paese del terzo mondo o in guerra, e mi domando: “Che cosa succede con quelli che hanno appena per arrivare a fine mese”?

      Se una persona non ha le condizioni per partecipare ad un concorso no le interessa più parteciparvi.

Un apprendista cristiano



        





A cura di don Gian Paolo Muresu
UN SALUTO DA MALLORCA
Un saluto da Maiorca – culla  dei Cursillos di Cristianità - a tutte le donne e uomini del mondo intero, che hanno vissuto  l’esperienza  di un cursillo, a tutti coloro  che, un giorno, avranno la fortuna  di viverlo, un saluto fraterno  dal vostro fratello in Cristo.
Eduardo Bonnín Aguilò

Il  Cursillo di Cristianità,  non è un bagno  di spiritualità che bisogna fare di quando in quando per curarsi un po’ lo stess che produce il vivere in un mondo così complicato, non è neppure  un’oasi  in cui  ritemprarsi spiritualmente in modo da poter continuare nella lotta.

Il Cursillo di Cristianità  va diritto al  midollo , all’essenza  dell’uomo perchè scopra che è persona e pertanto  capace di una convinzione profonda, di una decisione certa e di una costanza sicura.

I Cursillos di Cristianità  sono un movimento che, mediante un metodo proprio, si propongono, partendo dalla Chiesa,  che  le realtà  di ogni  cristiano si facciano vita nella singolarità, nella  originalità e nella  creatività  di ogni persona,  in modo che,  scoprendo le proprie potenzialità e accettando i propri limiti, gestisca la sua libertà  con  convinzione, rafforzi la sua volontà con decisione e renda possibile l’amicizia in virtù della  costanza nel suo vivere quotidiano personale e comunitario.
Siamo  persone che  andiamo scoprendo man mano  il tesoro della nostra  esistenza, e per questo, lo annunciamo  con gioia agli altri,  in modo gratuito, senza  angosce e senza imposizioni.
Alcuni  uomini con l’aiuto della scienza e del denaro, hanno ridotto la distanza dal piede dell’ uomo alla Luna.
Noialtri  tentiamo di fare  qualcosa di immensamente più difficile : giungere dal piede dell’uomo al cuore dell’uomo, per  conoscere meglio il  camino verso noi stessi   e il camino verso gli altri , per prendere maggior coscienza della maraviglia  della nostra vita, per saper vivere meglio insieme agli altri uomini l’ avventura di crescere come  persone.
Si può vivere la vita  nella sua pienezza solo i se scopre il suo vero senso.
La strada per incontrare nella vita questo senso sta nel :
-Accettarsi  così come uno è
-Comprendere che si  può essere  migliori
-Fare il cammino in compagnia.

Il Cursillo  consiste nel proclamare la migliore notizia  che Dio ti ama rivolta alla singolarita della persona attraverso il mezzo più efficace : l’amicizia.

documenti in evidenza
PROGRAMMA DELL'ULTREYA MONDIALE
04 Maggio

Cappella delle apparizioni
ore 17.00 - Eucarestia celebrativa dei 100 anni dalla nascita di Eduardo

05 Maggio

Centro pastorale Paolo VI
Ore 9:00 Accoglienza
Ore 10:00 Preghiere del mattino
ore 10:30 Processi di canonizzazione di Eduardo Bonnin e Sebastian Gayà
Ore 12:30 Pranzo libero
ore 15:00 Eduardo Bonnin nei cinque continenti
Ore 17:00 Sebastian Gayà: una vita di umiltà
Cappella delle apparizioni
ore 19:15 Messa in lingua spagnola
ore 21:30 Rosario in varie lingue
Recinto del Santuario
ore 22:00 Processione con fiaccolata

06 Maggio

Centro pastorale Paolo VI
Ore 9:00 accoglienza
Ore 10:00 Preghiera del mattino
Ore 10:30 Presentazione del libro con biografia e citazioni di Eduardo Bonnin
Ore 11:00 Eduardo, Hervàas, Gayà, Capò-Pionieri del MCC
Ore 12:00 Folklore portogherse, musica, canti e danze.
Ore 12:30 Pranzo libero
Costo di partecipazione: 5 €

Cappella delle apparizioni
Ore 15:30 Consacrazione alla Madonna del MCC a livello mondiale

Basilica della Santissima Trinità
Ore 16:30 Ultreya mondiale
Ore 17:00 Meditazione "La evangelizzazione delle periferie come missione del MCC"
Ore 17:30 Rollo "Amicizia, fiducia e lontani"
Ore 18:10 Risonanze (GEC, NAGC, APG,GLAG)
Ore 18:40 Chiusura
Ore 19:00 Santa Messa
Costo di partecipazione: 10 €

07 Maggio

Recinto del Santuario
Ore 11:00 Santa Messa
Ore 12:30 Processione di commiato
IL TEMPO A FATIMA
LE APPARIZIONI A FATIMA







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Gianluigi Genovese
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