Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
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Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

UN PENSIERO DI EDUARDO

dal MANIFESTO, fi Eduardo Bonnin e Francisco Forteza



TRA STORIA E LEGGENDA


Man mano che i fatti, gli avvenimenti e le circostanze si susseguono, anche il canovaccio della Storia si va intrecciando. Quando ciò accade è qualcosa di somma importanza, che no accade spesso, qualcosa al di fuori del comune, di solito polarizza l’attenzione della pubblica opinione, che automaticamente formula giudizio seguendo criteri diversi e perfino contradditori.


Intorno all’avvenimento o realtà che esula dall’abituale, inevitabilmente si formano criteri e opinioni che danno luogo successivamente ad una vasta gamma d’interpretazioni.


Se l’evento è davvero rilevante e significativo ed ha una forte ripercussione nella società, il compito di farne la storia obbiettivamente è sommamente difficoltoso, giacché è normale che intorno ad esso prolifichino fantasie, pregiudizi, leggende ed “invenzioni”, fino al punto di ecclissare, ostacolare e complicare tremendamente la chiara e limpida visione della storia.


Poche volte ciò è così vero come quando si tenta di ricostruire l’autentica storia del Movimento dei Cursillos di Cristianità.


Che la verità la scrivano i vincitori è verità antica quanto la storia stessa, ma le cose diventano ancor più complicate quando si segue la norma che dice “ognuno racconta la fiera a seconda di come gli è andata”.


Non può allora meravigliare che esistano differenti visioni e diversi resoconti e cronisti della medesima fiera. E che tutti, nei propri racconti, sottolineano quei punti che li fanno ben figurare agli occhi degli altri.


A tal fine centrano i loro racconti sui fatti di cui furono protagonisti, anche se si tratta di avvenimenti marginali, o peggio ancora, riferiscono gli avvenimenti fondamentali ai quali presero parte come comparse o semplici osservatori, inventandosi un ruolo da protagonisti mai sostenuto.


L’obbiettività rigorosamente pura è quasi impossibile, in quanto le prospettive di ciascuno sono diverse.


Evidentemente, chi ha organizzato la “fiera”, chi l’ha realizzata, chi si è rovinato, chi vi ha concluso un buon affare, chi ha avuto gli inconvenienti, chi ha soltanto passeggiato e chi invece ha colto l’occasione per trovarsi la fidanzata… hanno tutti un punto di vista molto differente nel giudicarla.


Incominciando da coloro che nella “fiera” dei Cursillos sono riusciti a ricavarne grandi vantaggi convertendo i loro servigi in interessi, o coloro che si sono serviti dei Cursillos per rafforzare associazioni da tempo o per ridare vita a congregazioni religiose ormai spente e pericolanti per concludere proprio con coloro che hanno ricevuto tante “randellate” per averli ideati, realizzati o impiantati, ci troviamo di fronte ad una vasta gamma di atteggiamenti, di opinioni e di criteri, che ci permetterebbero di realizzare un’altra “fiera” soprattutto se si dovesse trattare di una “fiera” delle vanità, dei primi piani, delle acque tirate al proprio mulino.


Anche se può sembrare aneddotico, è singolare l’importanza che ha avuto un fatto verificatosi molto spesso: l’idea che molta gente in buona fede si è fatta della storia dei Cursillos attraverso relazioni o giudizi di qualcuno che parlava a braccio.


Oggi che tutti viaggiano e che si organizza ogni tipo di incontro: settimane, corsi intensivi, corsi estivi, corsi specialistici, ecc., ai quali partecipano persone di ogni parte del mondo, accade di frequente che ad essi prenda parte uno spagnolo, sia esso isolano o continentale. E se anche si tratta di altro, pare d’obbligo la domanda: “Tu che sei di Mallorca o tu che sei spagnolo, perché non ci dici cosa sono questi Cursillos”. E siccome per alcuni è imbarazzante dover ammettere che non ne hanno la più pallida idea, si mettono ad inventare. Se si tratta di persona che nella sua giovinezza ha vissuto l’esperienza di  un Cursillo o qualcosa di simile e non ha saputo o voluto renderla vitale, è naturale che risponda che i Cursillos non hanno avuto e non hanno nessuna importanza, fino a manifestare meraviglia che una notizia così trascurabile possa essere arrivata così lontano.


Quando i Cursillos erano più di moda, un po’ prima della sconcertante lettera pastorale di Mons. Enciso, a Mallorca come in gran parte della Spagna, tutti dicevano di aver preso parte al “primo” Cursillo, giungendo ad abusare tanto di questa affermazione che, se fosse stata vera, non sarebbero stati abbastanza capaci di contenerli, non solo Cala Figuera e Sant’Onorato, ma nemmeno l’immenso Monastero dell’Escorial.


E’ indiscutibile che i Cursillos hanno avuto la loro gestazione e sono nati a Mallorca negli anni quaranta e non sono frutto del caso o dell’improvvisazione.  Sono nati con la specifica essenza e finalità.


Ebbene, in questo scritto, non vogliamo fare una storia particolareggiata dei Cursillos e tanto meno una relazione apologetica o giustificativa ed ancor meno un elenco di torti subiti. Ci proponiamo di rimarcare l’intenzione con cui sono nati i Cursillos e di confrontare la successiva evoluzione e la sua realtà attuale con il disegno “germinale” e di base perché siamo profondamente preoccupati del distacco che vediamo esistere tra loro.


Ogni realtà vivente deve crescere e progredire e perché questo avvenga è necessaria una creatività ed una capacità di critica permanente. Ciò che è vivo, crescendo e sviluppandosi, deve realizzare i suoi caratteri essenziali, ciò che gli è proprio e congeniale; diversamente si separa da essi e perde la propria identità.


A cura di don Gian Paolo Muresu
Area riservata




LE NOSTRE BACHECHE

Sorelle e Fratelli carissimi,

l'esperienza dei tre giorni del Cursillo chiede a ciascuno di noi di comprendere il messaggio che ci viene presentato:

Dio in Gesù Cristo ci ama, i il mezzo straordinario è l'amicizia.

Tutti ci chiediamo: 

Come possiamo portare questo messaggio?

Importante è individuare persone che sono in ricerca di Qualcuno e di Qualcosa che li possa rendere coscienti della vita che stanno conducendo.

Questo implica il valore del Precursillo, proposto, come indicato fin dagli inizi, ai lontani, a coloro che sono alla ricerca di qualcosa di significativo nella vita.

Dobbiamo essere consapevoli della differenza tra:

* Proselitismo:

- invitare chi è già impegnato nella Chiesa

- chi vuole conoscere ogni tipo di esperienza religiosa

- chi vuole, attraverso altre esperienze, introdurre novità che possono influenzare sul carisma del mcc.

* Missione:

- ricerca di coloro che poco o nulla conoscono di Cristo e della Sua missione presentata nel Vangelo.

Auguro a tutti di fare veramente Precursillo....365 giorni l'anno...

Cristo ci chiama ad essere testimoni, poi Lui farà tutto il resto.

Andiamo sempre avanti, sempre oltre con Cristo al nostro fianco.


U L T R E Y A            D E C O L O R E S


Bacheca del Coordinatore nazionale
SITI DIOCESANI

Carissimi Cursillisti,

da pochi giorni il nuovo coordinamento nazionale si è ritrovato a Sassone per programmare le varie attività del movimento.

E’ stato un momento bello di incontro, condivisione e programmazione che ha visto la presenza di alcuni volti nuovi e questo è un  segno positivo di rinnovamento.

Anche nei vari territori e diocesi ci si sta muovendo per il rinnovo degli incarichi, chi non l’avesse ancora fatto è bene che lo faccia al più presto per garantire il buon funzionamento delle varie attività.

Vi invito a un rinnovato spirito di servizio e generosità nello svolgere al meglio quanto ciascuno ha assunto come impegno memori che” c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Ricordo anche che la Scuola Responsabili è il luogo di formazione e incontro dei vari gruppi operativi, il suo funzionamento è garanzia di una buona riuscita del cammino del movimento.

Anche la rivista è uno strumento prezioso che dobbiamo sempre più sostenere e far conoscere agli altri.

L’impegno quindi non è solo di rinnovare l’abbonamento, ma anche di leggere e far leggere quello che il nostro movimento cerca di vivere nei vari ambienti in cui si trova.

Auguro a tutti un buon lavoro fatto di incontri, condivisione e annuncio a chi ancora attende una parola di speranza.

 

Vostro, p. Matteo

Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
LINK A SITI CATTOLICI
CARISMA FONDAZIONALE
INTERVENTO DI EDUARDO BONNIN NEL PONTIFICIO CONSIGLIO DEI LAICI NEL 2006
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