Il Giubileo del Cursillo

Due giornate di incontri, di momenti di condivisione, di approfondimenti, di preghiera.

Che sia un Giubileo dei segni, dei gesti, degli abbracci, dei sorrisi tra noi perché la Misericordia di Dio parla questo linguaggio semplice, comprensibile a tutti.

Un percorso in profondità, un pellegrinaggio dentro noi, alla scoperta delle nostre fragilità e infedeltà: il primo passo verso l’esercizio della Misericordia non è guardarsi attorno per vedere chi ha bisogno di noi, ma guardarsi dentro per capire come noi ne abbiamo bisogno. 

Poi i passi successivi  verso chi soffre,  chi ha più bisogno, chi è vittima di ingiustizie, per fare qualcosa per rimediare con rispetto e tenerezza. 

Possiamo diventare segni e strumenti di misericordia se la gente, incontrando noi, potrà pensare di essersi incontrata con mediatori credibili della misericordia di Dio. 


Perché oggi un Giubileo della Misericordia? 

Perché la Chiesa, in questo momento di grandi cambiamenti, di capovolgimenti epocali, di tragedie umanitarie insopportabili, è chiamata a offrire più fortemente ed efficacemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio.

Una sfida per dare testimonianza, per essere capaci di curare le ferite,  per sapere incontrare quanti sono in attesa di vedere e toccare con mano i segni della vicinanza di Dio,  per offrire una via già sperimentata del perdono e della riconciliazione».

Noi del Cursillo siamo testimoni coscienti di essere stati destinatari e beneficiari della misericordia divina.

La misericordia,  centro della nostra fede ritrovata,  ci ha trafitto il cuore con quella meditazione del “Padre Misericordioso” che ci invitava a cogliere “l’occasione” per ritornare alla casa del Padre.

Quella misericordia di Dio, che ci ha rimesso i peccati,  ha spiazzato le nostre resistenze  e quella sera ci siamo sentiti perdonati proprio come i peccatori, le prostitute ed i pubblicani.

Non è la conversione dell’uomo che produce la misericordia di Dio,  ma il contrario: la misericordia di Dio che provoca la conversione dell’uomo. 

Dopo le parole che Papa Francesco ci ha rivolto, noi del cursillo dovremmo aver capito come il Papa desideri fortemente che la Chiesa e tutti i movimenti siano dispensatori  di Misericordia.

Solo l’amore di Dio la rende possibile. E l’amore di Dio non si merita, ma come ci ha ricordato Papa Francesco: “è dono gratuito!” Noi dobbiamo solo accoglierlo e accettarlo. 

Le opere di misericordia suggerite dal Papa non sono occasione per meritare la Grazia ma sono l’espressione concreta della grazia accolta.

Siamo venuti a  celebrare IL GIUBILEO DEI CURSILLOS.

Cogliamo l’occasione!

La porta è aperta ma non si varca solo in entrata per accogliere il perdono dei nostri peccati, ma anche in uscita, e  l’invito del papa a noi è quello di andare oltre i confini rassicuranti del nostro movimento per raggiungere le strade della vita con tutte le sue fatiche e contraddizioni.

Abbiamo questa opportunità che ci viene offerta per ripensare al nostro cammino. 

Cogliamo l’occasione!

Non  abbiamo il timore di scoprirci  vulnerabili,  perché ancora il coccodrillo si aggira intorno pronto a divorare le nostre buone ma pur deboli intenzioni.

Come ogni altra aggregazione anche il Cursillo si interroga a quale spiritualità  fare riferimento, se ci sia una ragione per contraddistinguerci come una caratteristica specifica del cursillo.

Che il Signore ci perdoni,  ci assista, ci renda miti ed umili di cuore e ci indichi la via per scoprire che una speciale spiritualità potrebbe essere per noi proprio quella della Misericordia.