Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
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Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

UN PENSIERO DI EDUARDO

dal MANIFESTO, di Eduardo Bonnin e Francisco Forteza



PRIME REALTA’

 

Queste realtà evangeliche, irrobustite dagli avvenimenti di ogni giorno, cominciarono a produrre in noi, fra di noi e vicino a noi, frutti chiari, visibili e tangibili, in persone mature e rette la cui piena realizzazione era stata provocata, orientata ed alimentata dall’incontro con Cristo e con i fratelli, avvenuto in un Cursillo di Cristianità e mantenuta e sviluppata nel clima di una Riunione di Gruppo. Questo confermò che l’intuizione, ricavata dallo studio, aveva dignità di metodo.

 

Via via che gli avvenimenti si succedevano, messi a confronto con il Vangelo, si illuminavano e davano luce ai passi successivi.

 

Sia le conferme che le smentite che andavamo  incontrando, servivano a chiarirci le idee. Si cercò sempre, per affinare il progetto, di “parlare a Dio degli uomini, prima di parlare di Dio agli uomini”.

 

Da questo punto di partenza tutto fu normale, umano, naturale.

 

Sempre più venivamo acquisendo la prova che il Vangelo dà nerbo, impulso ed orientamento, ma non fa violenza né forza gli avvenimenti, al contrario li porta a compimento nella più assoluta trasparenza e semplicità. E così è stato.

 

Dopo molto pensare, riflettere e studiare su alcuni avvenimenti che ci lasciavano perplessi e inquieti, al contatto diretto con le persone che ne erano i protagonisti, ci convincemmo che ciò che era significativo, ciò che era veramente sorprendente, era tutto il bene che la semente evangelica, fruttificando, produceva nelle persone che accettavano la sfida di cercare di essere tali, centrando vite, rinvigorendo speranze, risvegliando volontà, suscitando iniziative, rimpicciolendo egoismi e facendo vivere la vita con più animo, con più desiderio, con più senso, con maggiore pienezza.

 

E questo ci forniva anche un concetto sempre più chiaro di quello che è realmente l’affascinante ed inarrestabile processo di fermentazione dell’essenza del cristianesimo nell’uomo, negli uomini e nella società, quando con onestà, semplicità e retta intenzione ci si rende conto di una cosa sola: l’esigenza di giocare pulito con le cose di Dio, prendendo sul serio le cose degli uomini.

 

Se dovessimo fare un elenco delle difficoltà che abbiamo incontrato nel nostro cammino e, ciò che è più importante, di quelle che il nostro passaggio creava nella vita di molte persone, potremmo dividerle in due grandi gruppi:

·         Quelli provenienti dai nostri fratelli “maggiori” (che non poche volte si comportavano più da “maggiori” che da “fratelli”);

·         e quelle che provocavano i fratelli “prodighi” (appena tornati) con la loro, a volte, incontenibile e disinvolta vitalità apostolica.

Per i primi, pur con tutta la loro buona volontà, il Cursillo era un pur sempre un altro avvenimento della vita, più o meno sconvolgente la monotonia quotidiana.


Per i secondi costituiva qualche cosa di nuovo, che faceva vedere la vita come un continuo e affascinante avvenimento.


I primi non avevano nessun dubbio riguardo alla verità del Vangelo, ma era insolito vedersi circondati dall’evidenza della sua poderosa efficacia, quando era messo in pratica con fede, nell’arena della vita, da persone che lontane dalla loro maniera abituale di intenderlo e praticarlo, lo vivevano e si facevano in quattro per proclamarlo con le proprie vite con tutto l’entusiasmo di un neofita.


Ci furono incomprensioni e contrasti, e il fatto curioso è che a farli nascere era il santo zelo che ciascuno metteva nella difesa di quanto credevano vero.


Sin dall’inizio si tentò di strumentalizzare, da parte di che “fratelli maggiori” e certamente con i migliori propositi, quello che stavamo cercando di far nascere al servizio della persona senza portarla fuori dal suo ambiente vitale; si cercò di porlo al servizio dell’Azione Cattolica prima, della Pastorale diocesana dopo, e così via, cosa che se anche non sembra contradditoria, è differente.


I Cursillos non costituiscono un  ostacolo a che i cursillisti prestino una attiva collaborazione personale a livello diocesano, parrocchiale, ecc., ed infatti sono stati e continueranno ad essere tanti i cursillisti che si inseriscono nei quadri di militanti o dirigenti di una miriade di associazioni sia ecclesiali che laiche. Ma quello che ci sta a cuore è dire che facendo questo abbassiamo il tiro, perché il Cursillo punta ed è rivolto ad un obbiettivo che è senza dubbio molto più efficace e concreto, per l’evidente motivo di essere di più immediata e maggiore incidenza nel mondo.


Sin dai primi tempi, quando il Movimento faceva passare i propri iniziatori da una meraviglia all’altra, si dovettero ricercare periodi di riflessione per sottoporre allo stupito parere della Chiesa i fondamenti di esperienza e dottrina sui quali si basavano i Cursillos, E’ così che nel 1955 nacque “Il Come e il perché”, pubblicato su Proa, prima,  successivamente, dal Segretariato Nazionale di Spagna nel 1971 e nel 1973 in prima e seconda edizione.




A cura di don Gian Paolo Muresu




Trattamento dei dati personali
IL WEB A COLORI
Vi proponiamo alcuni video a colori che girano nel web
LETTORE AUDIO
La Bohème
Canti antichi del cursillo
 1. Adios con el corazon
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 2. De Colores 1
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 3. decolores 2.MP3
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 4. Que_Detalle
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 5. Recuerdo del cursillo.MP3
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 6. Si quieres estar alegre.MP3
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 7. vittoria.MP3
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INTERVENTO DEL CARDINAL PAROLIN ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE
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Sorelle e Fratelli,


prima di tutto voglio scusarmi per il troppo tempo trascorso, dove non ha fatto passare qualche pensiero e riflessione: vari impegni mi hanno distolto da questo impegno; spero in futuro di essere più attento e mensilmente mettermi in contatto con tutti.

Desidero condividere qualche idea, colta in occasione degli incontri con i Coordinamenti Diocesani di alcuni Territori:

- abbiamo tutti necessità di formazione sulla storia e sulla specificità del mcc

- nessuno può togliersi questo impegno

- siamo chiamati a realizzare il Carisma, usufruendo dei mezzi che da tanti anni abbiamo a nostra disposizione e trasmetterli attraverso il nostro impegno, la nostra conoscenza, la nostra disponibilità con tutta la nostra convinzione e con tutto il nostro entusiasmo

- ci sono criteri da recuperare, che aiutano nel cammino del Cursillo, per continuare l'eredità ricevuta dal Fondatore Eduardo Bonnin.

Il periodo estivo potrebbe aiutare a riflettere su alcuni punti essenziali:

- cosa proponiamo alla Scuola Responsabili

  • Formazione spirituale/dottrinale
  • Formazione metodologica
  • Operatività: ruoli dei Gruppi Operativi

- qual'è il nostro servizio in Ultreya

- come viviamo la nostra Riunione di Gruppo:

  • fra amici durante la settimana
  • in Ultreya con chi troviamo
- Come è il Precursillo: seguendo le indicazioni delle Idee Fondamentali, oppure secondo il solito metodo una volta si faceva così
Il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, all'assemblea nazionale ci ha ricordato i mezzi per essere testimoni credibili e coerenti nel trasmettere il carisma fondazionale:
  • Riunione di Gruppo e Incontri di condivisione (Ultreya).
  • A noi il compito di proseguire e testimoniare Cristo, che continua a contare su di noi.
                                                                Buona Estate...

Bacheca del Coordinatore nazionale
SITI DIOCESANI
Carissimi,

a breve ci ritroveremo a Frascati (19-22 luglio) per la nostra Convivenza di studio.
Il tema scelto è “Santi oggi” e si ricollega bene all’Esortazione di papa Francesco “Gaudete et exsultate” che ci invita alla santità. E proprio al n° 6 di questo bel testo troviamo l’invito a riflettere sul fatto che tutti siamo chiamati alla santità e che non ci salviamo da soli, ma in quanto popolo di Dio noi apparteniamo a Lui.
Il papa ricorda che “Dio ha voluto entrare in una dinamica popolare, nella dinamica di un popolo” e attraverso la virtù della pazienza si può far crescere la santità.
Quindi è anche attraverso i genitori che crescono con tanto amore i loro figli, nel lavoro quotidiano, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere che può crescere la santità. E’ questa la santità della “porta accanto” che forse non ti aspetti, ma che è realizzabile da ogni persona che umilmente si affida a Dio facendo il proprio dovere.
Sentiamoci chiamati anche noi non tanto a fare cose straordinarie, ma a vivere il nostro quotidiano in modo sereno e gioioso.

p. Matteo Borroni

Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
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CARISMA FONDAZIONALE
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