Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
SITO UFFICIALE DEL MOVIMENTO
Vai ai contenuti

Menu principale:

Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".
ULTREYA MONDIALE A FATIMA
4-6 MAGGIO 2017

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

Login per modifiche




VITA DEL MOVIMENTO
LE NOSTRE BACHECHE

Pasqua 2017 : La Veglia di Papa Francesco

«Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro…».  Si legge il Vangelo di Matteo, l’annuncio della Risurrezione sarà riservato alle donne, «a differenza dei discepoli loro sono lì, come hanno accompagnato l’ultimo respiro del Maestro sulla croce e poi Giuseppe di Arimatea nel dargli sepoltura: due donne capaci di non fuggire, di resistere, di affrontare la vita così come si presenta e sopportare il sapore amaro delle ingiustizie».

L’essenziale è il cammino di chi non si arrende al male e all’«ingiustizia disumana» del mondo: «Nel volto di queste donne ci sono molti volti, forse troviamo il tuo e il mio. Come loro possiamo sentirci spinti a camminare, a non rassegnarci al fatto che le cose debbano finire così».

 

La Basilica al buio È la Veglia di Pasqua, la notte più importante per i cristiani, la Basilica rimasta al buio dall’ora della Passione torna ad illuminarsi, il Papa benedice il fuoco e accende il cero e guida la processione al canto dell’Exultet, poi amministra i sacramenti di iniziazione - Battesimo, Cresima ed Eucarestia - a undici neofiti arrivati quest’anno da Spagna, Repubblica Ceca, Italia, Stati Uniti, Albania, Malta, Malesia e Cina.

Finché nell’omelia riparte da quel grido, «vergogna», dai dolori del modo dispiegati venerdì nella Via Crucis. 

 

I volti delle donne Nei volti «pallidi, bagnati di lacrime» delle donne che vanno al sepolcro «possiamo trovare i volti di tante madri e nonne, il volto di bambini e giovani che sopportano il peso e il dolore di tanta disumana ingiustizia», sillaba Francesco: «Vediamo riflessi in loro i volti di tutti quelli che, camminando per la città, sentono il dolore della miseria, per lo sfruttamento e la tratta. I volti di coloro che sperimentano il disprezzo perché sono immigrati, orfani di patria, di casa, di famiglia, o il cui sguardo rivela solitudine e abbandono perché hanno mani troppo rugose. Il volto di madri che piangono vedendo che la vita dei loro figli resta sepolta sotto il peso della corruzione che sottrae diritti e infrange tante aspirazioni, sotto l’egoismo quotidiano che crocifigge e seppellisce la speranza di molti, sotto la burocrazia paralizzante e sterile che non permette che le cose cambino». Nel loro dolore, dice, «esse hanno il volto di tutti quelli che, camminando per la città, vedono crocifissa la dignità».

 

Dio «irrompe»  L’essenziale è non abituarsi a «convivere con il sepolcro, con la frustrazione», spiega il Papa.. «Con la Risurrezione, Cristo non ha solamente ribaltato la pietra del sepolcro, ma vuole anche far saltare tutte le barriere che ci chiudono nei nostri sterili pessimismi, nei nostri calcolati mondi concettuali che ci allontanano dalla vita, nelle nostre ossessionate ricerche di sicurezza e nelle smisurate ambizioni capaci di giocare con la dignità altrui». Dio «irrompe per sconvolgere tutti i criteri e offrire così una nuova possibilità. Ancora una volta, ci viene incontro per stabilire e consolidare un tempo nuovo, il tempo della misericordia». L’annuncio «cambia il passo» delle donne che «ritornano in città a incontrarsi con gli altri». Un cambio di passo richiesto a tutti, conclude Francesco: «Come con loro siamo entrati nel sepolcro, così con loro vi invito ad andare, a ritornare in città, a tornare sui nostri passi, sui nostri sguardi. Andiamo con loro ad annunciare la notizia, andiamo... In tutti quei luoghi dove sembra che il sepolcro abbia avuto l’ultima parola e dove sembra che la morte sia stata l’unica soluzione. Andiamo ad annunciare, a condividere, a rivelare che è vero: il Signore è vivo. È vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, i sogni, la dignità. Se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani».

Bacheca del Coordinatore nazionale
SITI DIOCESANI


Da discepoli viviamo con Gesù gli ultimi giorni della sua vita terrena.


Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli.

Durante l’ultima Cena ha mostrato l’amore infinito che aveva per loro istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima.

Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Ha fatto percepire il suo amore lavando

i piedi ai dodici e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto.

Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Nella sua Chiesa quelli che sono chiamati a guidare dovranno in realtà essere al servizio degli altri; perché il dovere di ogni credente è di non cercare l’apparenza, ma i valori interiori, di non preoccuparsi del giudizio degli uomini, ma di quello di Dio. Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti.

Al termine della lavanda dei piedi ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14). La Cena si ripete nei secoli: ha investito gli apostoli e i loro

successori del potere e del dovere di ripetere la Cena, “fate questo in memoria di me”.

Ancora oggi il comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.

Qual è il nostro, il mio, comportamento nei confronti di Cristo?

Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore e ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al Suo

petto e di sentire i battiti del Suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al Suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Accanto al fonte della vita nuova, la Pasqua ci consegna anche il catino d'acqua sporca della lavanda che nessuno ancora ha tolto dalla tavola curandosi di svuotarlo.

Dopo la morte in croce i discepoli intimoriti, tornando al cenacolo, si sono abbracciati attorno a questa icona del servizio lasciandola lì nel bel mezzo delle loro incerte discussioni.

Il catino con l'acqua sporca ci invita chiaramente a metterci scomodi prendendoci cura degli altri senza indugiare al "tavolo delle lunghe discussioni", senza intrattenerci in quei festeggiamenti dello "stiamo bene tra noi" che odorano di tradimento.

Quel catino è la scioltezza e l'equilibrio di mani allenate ad accarezzare. Esso ci racconta di poche parole e di tanti piccoli gesti precisi e geniali... insomma un bene fatto bene senza le lentezze e gli appesantimenti delle abitudini. Quel catino è il coraggio di smascherare la propria bellezza.

Sotto la crosta polverosa della sporcizia Gesù ha ridato vigore e candore ai piedi dei suoi messaggeri. Ha confermato ad uno ad uno i suoi, lavandone i piedi.

La paura di sbagliare non è l'ultima parola, perché ciò che dà bellezza è il perdono e l'accoglienza.

Spesso i fratelli che crescono accanto a noi mettono a fuoco domande, slanci, dubbi, provocazioni... forse ci invitano ad essere una comunità di discepoli che va per il mondo col catino in mano.

Auguri allora a ciascuno di voi, a ognuno di noi perché l’esperienza che vivremo accanto a Gesù in questa settimana santa ci converta radicalmente, ci trasformi profondamente per essere come il

Maestro-Modello servitori dei fratelli in ogni momento e ad ogni livello.

Buona Pasqua!

Don Giuseppe

(T.A.Ursini, T.Bello, G.Alemanno)

Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
LINK A SITI CATTOLICI
CARISMA FONDAZIONALE
UN PENSIERO DI EDUARDO




La religiosità senza fede si fonda sull’ortodossia, l’autorità ed il dogmatismo ed ha necessità di nutrirsi di “miracoli”.

La moralità senza convinzione usa l’intransigenza, la chiusura ed il rigorismo, ed ha sempre il dito accusatore sollevato.

La politica senza altruismo serve per servirsi ciascuno la propria fetta e sia il mezzo per avere protagonismo, o usare come rifugio per mascherare l’inibizione.

In questo modo: la religiosità si converte in atteggiamento miracolistico, magico e superstizioso. La moralità diventa accusatrice, denunciatrice ed intransigente. La politica è un atteggiamento che si approfitta delle circostanze, voltagabbana e  imbroglione.


A cura di don Gian Paolo Muresu
UN SALUTO DA MALLORCA
Un saluto da Maiorca – culla  dei Cursillos di Cristianità - a tutte le donne e uomini del mondo intero, che hanno vissuto  l’esperienza  di un cursillo, a tutti coloro  che, un giorno, avranno la fortuna  di viverlo, un saluto fraterno  dal vostro fratello in Cristo.
Eduardo Bonnín Aguilò

Il  Cursillo di Cristianità,  non è un bagno  di spiritualità che bisogna fare di quando in quando per curarsi un po’ lo stess che produce il vivere in un mondo così complicato, non è neppure  un’oasi  in cui  ritemprarsi spiritualmente in modo da poter continuare nella lotta.

Il Cursillo di Cristianità  va diritto al  midollo , all’essenza  dell’uomo perchè scopra che è persona e pertanto  capace di una convinzione profonda, di una decisione certa e di una costanza sicura.

I Cursillos di Cristianità  sono un movimento che, mediante un metodo proprio, si propongono, partendo dalla Chiesa,  che  le realtà  di ogni  cristiano si facciano vita nella singolarità, nella  originalità e nella  creatività  di ogni persona,  in modo che,  scoprendo le proprie potenzialità e accettando i propri limiti, gestisca la sua libertà  con  convinzione, rafforzi la sua volontà con decisione e renda possibile l’amicizia in virtù della  costanza nel suo vivere quotidiano personale e comunitario.
Siamo  persone che  andiamo scoprendo man mano  il tesoro della nostra  esistenza, e per questo, lo annunciamo  con gioia agli altri,  in modo gratuito, senza  angosce e senza imposizioni.
Alcuni  uomini con l’aiuto della scienza e del denaro, hanno ridotto la distanza dal piede dell’ uomo alla Luna.
Noialtri  tentiamo di fare  qualcosa di immensamente più difficile : giungere dal piede dell’uomo al cuore dell’uomo, per  conoscere meglio il  camino verso noi stessi   e il camino verso gli altri , per prendere maggior coscienza della maraviglia  della nostra vita, per saper vivere meglio insieme agli altri uomini l’ avventura di crescere come  persone.
Si può vivere la vita  nella sua pienezza solo i se scopre il suo vero senso.
La strada per incontrare nella vita questo senso sta nel :
-Accettarsi  così come uno è
-Comprendere che si  può essere  migliori
-Fare il cammino in compagnia.

Il Cursillo  consiste nel proclamare la migliore notizia  che Dio ti ama rivolta alla singolarita della persona attraverso il mezzo più efficace : l’amicizia.

documenti in evidenza
PROGRAMMA DELL'ULTREYA MONDIALE
04 Maggio

Cappella delle apparizioni
ore 17.00 - Eucarestia celebrativa dei 100 anni dalla nascita di Eduardo

05 Maggio

Centro pastorale Paolo VI
Ore 9:00 Accoglienza
Ore 10:00 Preghiere del mattino
ore 10:30 Processi di canonizzazione di Eduardo Bonnin e Sebastian Gayà
Ore 12:30 Pranzo libero
ore 15:00 Eduardo Bonnin nei cinque continenti
Ore 17:00 Sebastian Gayà: una vita di umiltà
Cappella delle apparizioni
ore 19:15 Messa in lingua spagnola
ore 21:30 Rosario in varie lingue
Recinto del Santuario
ore 22:00 Processione con fiaccolata

06 Maggio

Centro pastorale Paolo VI
Ore 9:00 accoglienza
Ore 10:00 Preghiera del mattino
Ore 10:30 Presentazione del libro con biografia e citazioni di Eduardo Bonnin
Ore 11:00 Eduardo, Hervàas, Gayà, Capò-Pionieri del MCC
Ore 12:00 Folklore portogherse, musica, canti e danze.
Ore 12:30 Pranzo libero
Costo di partecipazione: 5 €

Cappella delle apparizioni
Ore 15:30 Consacrazione alla Madonna del MCC a livello mondiale

Basilica della Santissima Trinità
Ore 16:30 Ultreya mondiale
Ore 17:00 Meditazione "La evangelizzazione delle periferie come missione del MCC"
Ore 17:30 Rollo "Amicizia, fiducia e lontani"
Ore 18:10 Risonanze (GEC, NAGC, APG,GLAG)
Ore 18:40 Chiusura
Ore 19:00 Santa Messa
Costo di partecipazione: 10 €

07 Maggio

Recinto del Santuario
Ore 11:00 Santa Messa
Ore 12:30 Processione di commiato
IL TEMPO A FATIMA
LE APPARIZIONI A FATIMA







Webmaster
Gianluigi Genovese
Torna ai contenuti | Torna al menu