Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
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Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".
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ULTREYA MONDIALE A FATIMA
4-6 MAGGIO 2017

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

I PENSIERI DI EDUARDO

El Evangelio ni pasa, ni pesa, ni pisa.


Il Vangelo né passa, né pesa, né schiaccia 





                                  


A cura di don Giampaolo Muresu
Le vite di scarto e lo sciame dei consumatori   13.1.2017

“Un tempo si diceva che tutte le strade portano a Roma, ma ora possiamo dire che tutte le strade portano nei negozi. Come se la nostra felicità fosse lo shopping, come se le risorse fossero infinite. Dobbiamo fermarci, perché

stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi, sulle spalle dei nostri figli”.

Quest’allarme lanciato dal sociologo polacco Zygmunt Bauman ora che ci ha lasciato a 91 anni. Per Bauman, infatti, dobbiamo puntare a invertire l’aumento della disuguaglianza globale (“il paese più ricco, il Qatar conduce uno standard di vita 428 volte più alto del paese più povero, lo Zimbabwe) “Non si acquista più un bene perché se ne ha bisogno – spiegava – , ma perché si è spinti a desiderarlo”. Siamo noi, “sciame inquieto di consumatori”, sempre alla ricerca di nuovi beni da esibire come status symbol, arrivando anche alla “mercificazione” della moralità e degli affetti. Dall’altra parte invece, ci sono “loro”, gli esclusi di massa che vivono nella miseria di ghetti metropolitani e nelle discariche foraggiate dal progresso economico globalizzato. “Loro sono sempre troppi, loro sono quelli che dovrebbero essere sempre di meno o, meglio ancora, non esserci proprio”.

In questo produrre spazzatura, rifiuti umani da lasciare nei propri Paesi o da accumulare nelle periferie, Bauman vede anche la strategia miope di tante politiche anti immigrazioni: “Ai rifugiati non si attribuisce alcuna funzione – è il suo appunto che riprendiamo alla vigilia della Giornata dei Migranti – e fuori dal loro attuale luogo di soggiorno, la discarica, sono un ostacolo e un fastidio.

Generoso e attento ai più deboli, aveva inseguito per tutta la vita un’idea di felicità condivisa con gli altri, planetaria. Ma la riteneva possibile solo fuori dal bunker dell’individualismo, sgretolando l’idolo economicistico della produzione illimitata: “Possiamo discutere come produrre la pagnotta, come distribuirla o come produrne un’altra ma le risorse per produrre tutte le pagnotte che desidereremmo non sono infinite.

A settembre aveva incontrato volentieri Papa Francesco, facile immaginare il dialogo di reciproca sintonia: “Ci sono alternative al consumismo – ripeteva infatti Bauman, le relazioni, le famiglie, i quartieri, le comunità, gli ambienti,  il significato della vita. 

Ci sono enormi risorse di felicità umana che non vengono sfruttate”.
Amico della porta accanto, saggia guida ad una conversione etica: cominciamo, diceva, “a trovare il tempo per prendersi realmente cura dei nostri cari” o “per riconoscere il dolore, soprattutto quello degli altri”, così da intraprendere “un cammino autenticamente umano, basato sulla reciproca comprensione”.

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Messaggio per il Natale 2016

Carissimi,


a ciascuno  di voi giunga l’augurio di Natale come eco della “bella notizia” che gli Angeli hanno portato ai pastori e oggi ripetono a noi.


il cammino di avvento ci ha accompagnati nel fissare il nostro sguardo sull’evento dell’incarnazione del Figlio di Dio per orientare la nostra vita di discepoli nella vita quotidiana, oggi.


L’apostolo Giovanni ci dice che “Dio è Amore ed ha manifestato questo suo amore mandando il suo unigenito  Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi” (1 Gv 4,8-12).


Ogni forma di amore gratuito, e in particolare quello fraterno caratterizzante i rapporti tra persone, è il grande segno che Dio dona al mondo per riconoscere la sua presenza.


Si tratta di un amore dato senza condizioni, per pura generosità, che non è motivato dai meriti dell'uomo: “Non siamo stati noi ad amare Dio”.


In altre parole, non è l'amore nato dal bisogno, cioè l’eros, né il frutto della reciproca simpatia, cioè l'amore di amicizia (philìa) ma un Amore che trova in sé soltanto le motivazioni per amarci, e perciò ci pre­cede sempre. Questa pre-venienza si è resa visibile, una volta per tutte, nella morte “espiatrice” di Cristo, che ha coperto definitivamente il nostro peccato.


Infine la Prima lettera di Giovanni deduce da questa manifestazione dell'amore divino lo stile dei rapporti al­l'interno della comunità: l'amore vicendevole, che deriva dalla consapevolezza del comune dono di Dio (vv. 11 s.).


Ascolteremo nella celebrazione della notte “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc  2,11). E’ storia, è  la nostra storia! La storia che ci appartiene e nella quale siamo stati scelti ad essere segno della presenza dell’Amore nel nostro metro quadrato.


Soffermiamoci davanti alla capanna di Betlehem a contemplare l’Amore Eterno del Padre, del Figlio e dello Spirito e riusciremo a penetrare l’amore tra le tre Persone divine che è comunione, condivisione, dono reciproco, amicizia, rispetto, responsabilità condivisa, abnegazione, alterità: sono gruppo, vivono la RdG, si rigenerano nell’ultreya, traboccano nel dono di sé, si pongono a servizio come compagni di viaggio quasi nascosti, in silenzio, con rispetto e discrezione. Illuminano il metro quadrato dove si trovano con la loro testimonianza di amore.


Che il Natale ci immerga profondamente in questa dimensione!

Auguri e Buon Natale!

                                                                                                                                   dgiuseppe



Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
LINK A SITI CATTOLICI
CURSILLOS PROGRAMMATI
LE RACCOMANDAZIONI DI PAPA FRANCESCO
Opere di misericordia corporale
1 - Dar da mangiare agli affamati
2 - Dar da bere agli assetati
3 - Vestire gli ignudi
4 - Alloggiare i pellegrini
5 - Visitare gli infermi
6 - Visitare i carcerati
7 - Seppellire i morti 
                                               Approfondimenti

Opere di misericordia spirituale
1 - Consigliare i dubbiosi
2 - Insegnare agli ignoranti
3 - Ammonire i peccatori
4 - Consolare gli afflitti
5 - Perdonare le offese
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti

                                                 Approfondimenti
IL PAPA SENZA TETTO

Papa Francesco
ha aperto il colonnato di san Pietro
ai clochards.
Dal suo costato
nasce il servizio
di barba e docce agli ultimi del mondo.
I derelitti sono
la prova del nove di questa civiltà.
Il papa è un senza tetto
come un giglio dei campi
del Vangelo:
ha per tetto il cielo.

31 gennaio 2015
Giuseppe Limone







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Gianluigi Genovese
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