Movimento dei Cursillos di Cristianità in Italia

Cursillos di cristianità in Italia
SITO UFFICIALE DEL MOVIMENTO
Vai ai contenuti
Un Movimento di Chiesa che, mediante un metodo proprio, rende possibile la vivenza e la convivenza del fondamentale cristiano, aiuta la singola persona a scoprire e a rispondere alla propria vocazione personale e promuove la creazione di gruppi di cristiani che fermentino di vangelo gli ambienti".

Nessuna condizione umana può costituire motivo di esclusione. Nessuna condizione umana può essere motivo di esclusione dal cuore del Padre e l’unico privilegio agli occhi di Dio è quello di non avere privilegi, di non avere padrini, ma di essere abbandonati nelle Sue mani”.

Il Papa all'angelus del 31 Gennaio

UN PENSIERO DI EDUARDO

dal MANIFESTO, di Eduardo Bonnin e Francisco Forteza




IL PRINCIPIO DEL PRINCIPIO


La genesi dei Cursillos deve essere ricercata nella ripercussione che ebbe la conoscenza dell’ambiente di quell’epoca, all’interno del gruppo di giovani laici che cercò di studiare a fondo durante gli anni quaranta.

L’inquietudine che li animava fin dall’inizio rimase impressa nella struttura  e nella stesura del rollo “Studio dell’ambiente” che fu il primo di tutti e diede origine e ci portò a pensare e a strutturare tutti gli altri.

L’essenziale di tale Studio è

1.       Identificazione fra l’ambiente e le relazioni interpersonali.

Non solo gli elementi strutturali (la cui importanza è innegabile) ma la comunicazione fra le persone determina l’essere, lo stato e la dinamica degli ambienti.


2.       Che tali relazioni interpersonali si stabiliscono su tre piani chiaramente distinti, che col linguaggio della moderna psicologia chiameremo:

Un piano di identità (relazioni fra “noi”) che si determina sulla base del rapporto che ciascuno ha con sé stesso e si sviluppa fra coloro che per la reciproca identificazione possono realmente esprimersi in prima persona plurale ( “noi pensiamo, noi diciamo, noi proponiamo, ecc.”);

un piano di alterità (quello delle relazioni con “coloro che ci accompagnano nella vita”, - i nostri compagni -) che esprime prossimità senza identificazione;

infine un terzo piano, quello periferico, del circondario, (gli altri o l’ambiente in generale) con cui la comunicazione è sporadica o ha luogo solamente a livello di clima collettivo.


3.       Che la maniera adeguata di trattarsi tra le persone all’interno di ciascun piano è, e deve essere differente, non tanto per la “tattica” quanto per dare dignità alla situazione delle altre persone in rapporto a sé stessi. La reale efficacia nel processo di fermentazione degli ambienti si basa prima sull’adeguato rapporto con sé stesso e poi nella relazione con gli “altri”. Trattare invece “coloro che ci accompagnano nella vita” come trattiamo noi stessi o come trattiamo la massa impersonale, è la causa principale di mancanza di comunicazione riscontrabile tra coloro che hanno la gioia della fede e coloro che ancora non hanno avuto la fortuna di scoprire il Vangelo.


4.       La scarsa conoscenza che solitamente abbiamo degli altri, suggerì di includere nel rollo prima citato, un’esposizione di atteggiamenti, una tipologia, che indubbiamente rompeva con le schematizzazioni usuali, basate generalmente su giudizi di merito o situazioni estranee alla persona stessa.

Lungi dal voler sacralizzare questa tipologia contenuta nello “Studio dell’ambiente”, è però certo che si operò un significativo salto di qualità passando dalla schematizzazione dei “buoni e cattivi”, “credenti e non credenti”, “praticanti e non praticanti”, “colti e ignoranti”, “ricchi e poveri” ad un’impostazione che richiedeva di conoscere ed avvicinare la persona – ciascuna persona – senza riserve o pregiudizi.

In tal modo si pervenne a distinguere


·         coloro che credono in Dio, amano Dio e vogliono fare il bene; 

·         coloro che credono in Dio amano Dio e vogliono star bene; 

·         coloro che credono in Dio e basta; coloro che non credono in Dio perché non conoscono Dio e 

·         coloro che non credono in Dio perché rifiutano Dio. 

        Non si trattava di etichettare atteggiamenti, quanto piuttosto di smettere di valutare e giudicare le       persone a prescindere dalle loro intenzioni, cioè senza conoscerle

Si consideri che dai tre differenti modi di comportamento che abbiamo indicato per ciascun “piano” di comunicazione, derivano, per induzione, i tre elementi basilari del metodo dei Cursillos. Quanto abbiamo affermato sugli “altri” o “l’ambiente in generale”, è il punto di partenza della concezione di tutto il “Precursillo”; ciò che è stato detto riguardo a “coloro che si accompagnano nella vita” (i nostri colleghi e amici, prossimi e vicini) non è niente di più e niente di meno di ciò che spiega il “Cursillo”; e quanto asserito circa “noi” è la chiave di apertura del “Postcursillo”.


Vale forse la pena ricordare che per quanto riguarda il secondo piano (Cursillo), sostenevamo che il mezzo idoneo è l’avvicinamento della persona: la relazione deve essere iniziata attraverso il “cuore” per continuare con “l’intelligenza” (o la “testa” come si diceva nei primi scritti), dovendosi solo successivamente spronare la sua “volontà”, perché essa possa essere integralmente riconciliarsi con sé stessa, con la realtà e con Dio. Si può confrontare questo itinerario, per esempio, con la traiettoria sequenziale dei rollos laici del Cursillo.

l’uomo può essere di più e migliore

IDEALE

può esserlo dove è

IL LAICO NELLA CHIESA

se scopre il suo cuore con spontaneità

PIETA’

se assume la sua intelligenza con convinzione

STUDIO

se orienta la sua volontà con decisione

STUDIO

impegna la sua persona nella sua globalità

AZIONE

impegna la sua persona nella globalità

RESPONSABILE

se accetta che la persona è integrata in un ambiente di persone

STUDIO DELL’AMBIENTE

può aiutare la persona

CRISTIANITA’ IN AZIONE

a realizzarsi sempre in una forma personale

CURSILLISTA AL DI LA’ DEL CURSILLO

e in amicizia

RIUNIONE DI GRUPPO

E’ abbastanza facile dimostrare che il primo rollo laico contiene il germe del “precursillo” e allo stesso tempo quello del “dopo Cursillo”.

L’essenziale è rendersi conto che questa idea germinale, ispirata dalla prospettiva di avvicinarsi alle persone senza manipolarle, non mira minimamente ad assicurarsi la loro presenza in celebrazioni o manifestazioni, né la loro militanza in un determinato settore di attività, profano o ecclesiale che sia. Non volevamo che le persone assumessero nuovi impegni, bensì accettassero di dare senso agli impegni che avevano nella realtà, senza forzature o manipolazioni. Desideravamo, e continuiamo a desiderare, che questo impegno che nasce dalla vita, e particolarmente dalla convivenza, potesse essere convertito in un impegno di amicizia. 

Nulla più, ma allo stesso tempo nulla di meno.

Lo studio serio e la pratica diretta e concreta di tutto ciò, ci portò alla conoscenza e alla convinzione che l’essenza di quanto è specificatamente cristiano, non era incarnato nella propria vita da coloro che si consideravano cristiani.; l’essenziale del Vangelo era scarabocchiato nella realtà delle loro vite, perché non penetrava nell’intimo ma era a malapena visibile in alcune connotazioni marginali rivolte certo più agli adempimenti piatti e senza nerbo che allo specifico significato di illuminare e rendere dinamica la vita della persona.

Questa prospettiva, che veniva chiarendo molte cose, comportava un non trascurabile pericolo di sentirsi lucidi spettatori degli avvenimenti, invece di saperci e sentirci coinvolti in essi, nello stesso modo e impegnati nella stessa avventura.


La consapevolezza del serio pericolo che sempre corre il cristiano quando non riesce a comprendere il significato profondo della parabola della buona e cattiva semente (Mt 13,24ss.), lo fa spesso assurgere a giudice della vita e di comportamenti la cui valutazione spetta, senza dubbio, solamente al Signore.

L’attribuire con disinvoltura etichette di buoni e di cattivi, non fa altro che rendere più profondo, senza che sia necessario, l’abisso immaginario con cui cerchiamo di separarci gli uni dagli altri, privandoci del mutuo bene che un apporto umano e sincero comporterebbe per tutti.

Fin dall’inizio, oseremmo dire fin dai primi giorni del Movimento, si tentò un caloroso avvicinamento di coloro che non la pensavano e non si comportavano secondo gli insegnamenti che avevamo ricevuto e ci meravigliò non poco lo scoprire, attraverso decisive esperienze successive, che la Buona Novella era meglio percepita, compresa ed accolta nei settori lontani ed estranei da tutto ciò che di solito aveva il nome di cristiano... E che tutto questo era fuori dei limiti dell’apostolato organizzato. Bisognava passare dalla preoccupazione per le strutture a quella per le persone; dalla tentazione di un dirigismo professionalizzato all’atteggiamento pratico di chi vuol fare un cammino insieme agli altri.

Tutto ciò ci fece pensare, riflettere e soprattutto ci convinse sempre più della potenza reale ed inaudita, nella concreta realtà che vivevamo, avevano le parole del Signore: “Gli ultimi saranno i primi” (Mt 9,13), “Non sono venuto a cercare i giusti, ma i peccatori”, “Coloro che avevano lavorato di meno ricevettero la stessa paga” (Mt 20,9ss).


 



A cura di don Gian Paolo Muresu




Il sito web
Una comunicazione veloce ed al passo con i tempi
Pubblicato da Gianluigi - 28/3/2018
La nostra Rivista
Uno strumento indispensabile per vivere il nostro Movimento
Pubblicato da Gianluigi - 28/3/2018
LE NOSTRE BACHECHE

Sorelle e Fratelli,


desidero con gioia augurare a tutte e a tutti di vivere la Settimana Santa in preparazione alla Festa della RISURREZIONE DI CRISTO 

con serenità, disponibilità, carità ed entusiasmo, per trasmettere a chi incontriamo nei nostri passi il messaggio che 

DIO IN GESU' CRISTO CI AMA.

Questi sono i giorni che dimostrano questo VERO AMORE per noi.

Facciamo quindi lo sforzo di amare gli altri con i loro pregi e i loro difetti, rispettandoli, e cogliamo in tutti il meglio che possono dare, abbandonando pregiudizi e giudizi, con la volontà di recuperare la fiducia reciproca anche se ci sono state difficoltà o incomprensioni.

Cristo ci dà questa forza per essere suoi testimoni credibili.


AUGURI......SANTA PASQUA...

Bacheca del Coordinatore nazionale
SITI DIOCESANI

Carissimi,

la Pasqua è ormai alle porte e il Signore si mostra a noi in tutto il suo splendore.

Il cammino che abbiamo iniziato con la Quaresima ci ha stimolati alla preghiera, al digiuno alla carità per ben combattere contro i nostri vizi e peccati.

La vita è sempre una lotta tra il Bene e il male, la Vita e la morte la Luce e le tenebre, la Grazia e il peccato.

Sta a noi scegliere sempre la strada del bene, la vita buona secondo il Vangelo, la luce che rischiara il cammino e la grazia che ci sostiene nelle prove.

I giorni che verranno viviamoli nella gioia del Cristo Risorto e sappiamo donare questa gioia a chiunque incontreremo sul nostro cammino.

Maria, Madre della Chiesa, che festeggeremo in modo solenne il primo lunedì dopo Pentecoste, ci aiuti ad essere uniti tra di noi e con il suo Figlio Gesù.

Buona Pasqua a tutti.

 

p. Matteo Borroni

Bacheca dell'Assistente spirituale nazionale
LINK A SITI CATTOLICI
CARISMA FONDAZIONALE
INTERVENTO DI EDUARDO BONNIN NELLA II ULTREYA NAZIONALE SPAGNOLA
documenti in evidenza
L'ULTREYA - EDUARDO BONNIN
documenti in evidenza







Webmaster
Gianluigi Genovese
Torna ai contenuti